ROMA (WSI) – L’elite europea spera che il successo degli euroscettici in entrambi gli estremi, a sinistra e a destra, sia solo la prova che, nonostante le difficoltà, sono a metà strada e che una volta che si materializzerà la tanto agognata ripresa economica, i treni torneranno sui binari giusti.
Ma questa è una chiara rappresentazione fuorviante dei fatti. A dirlo è il professore greco di Economia Yanis Varoufakis, in un’intervista pubblicato sul suo blog.
La gestione errata della crisi inevitabile dell’euro è alla base del risultato elettorale deludente per l’establishment ed è un campanello d’allarme per l’Europa. “Con il mix politico attuale, si sta decomponendo”, dice l’economista.
“Nascondersi dietro alla fabbricazione del successo dell’estrema destra e sinistra (quando in realtà Syriza non è un partito anti europeo o veramente estremo) è, secondo il professore, un’altra scusa che ci dice come le elite non riescono ad ammettere le colpe delle loro politiche fallimentari.
In futuro lo scenario previsto non è affatto roseo. Secondo Varoufakis non ci sono segnali che indichino che le elite risponderanno in maniera creativa e decisa alla crisi economica e le sue ramificazioni politiche.
“Probabilmente ammorbidiranno le politiche di austerity deleterie degli ultimi anni, ma sicuramente non adotteranno i cambiamenti necessari per invertire la fase di declino”.
“Solo una reazione democratica violenta contro l’establishment politico potrà evitare la frammentazione dell’Europa”.