Petrolio in forte calo mentre l’azionario si avvia a verso una chiusura pesante
Il petrolio è in netto ribasso, tendenza rafforzata dalla crescita delle scorte di greggio statunitensi inferiori alle attese. Il barile Wti è in calo del 3,02% alle ore 15 e 20 italiane a quota 63,57 dollari; il Brent cede invece l’1,82% a 66,89 dollari al barile. Nel frattempo i mercati azionari sono avviati verso forti perdite (lo Stoxx 600 cede l’1,88% mentre il Nikkei ha chiuso in calo dell’1,28%).
Negli Stati Uniti le forniture di petrolio sono aumentate a 620mila barili nella settimana al 14 maggio (contro gli 1,680 milioni previsti), ha dichiarato martedì l’American petroleum institute; le scorte di benzina sono scese di 2,8 milioni di barili e quelle di distialliti di 2,6 milioni di barili
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Finale positivo a Piazza Affari, nonostante i ribassi delle banche. Male gli indici Pmi, torna in voga taglio tassi Bce da 50 bp
Gli indici di Wall Street mostrano andamenti contrastati mentre gli investitori valutano i dati macroeconomici dell’eurozona e le possibili nomine del presidente eletto Trump. L’attenzione è anche rivolta ai dati PMI e alla fiducia dei consumatori negli USA, con il mercato che specula su un possibile taglio dei tassi da parte della Fed.
Ferrari ha acquistato 18.671 azioni ordinarie sul New York Stock Exchange come parte del suo programma di riacquisto azionario. L’acquisto rientra nella quinta tranche di un piano pluriennale da 2 miliardi di euro previsto fino al 2026.
Bosch, il leader mondiale nella fornitura di componenti per autoveicoli, ha dichiarato l’intenzione di ridurre 5.550 posti di lavoro a livello globale, principalmente in Germania, a causa delle sfide nel mercato delle auto nuove. La produzione globale di veicoli è prevista stagnare o diminuire leggermente, influenzata dalla domanda calante, dalla transizione ai veicoli elettrici e dalla crescente concorrenza cinese.