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Matrimonio FCA-Renault, attesa per il sì dei francesi

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Dopo il rinvio di ieri a seguito di una riunione durata oltre tre ore, oggi è il giorno di un nuovo cda per Renault, chiamata a decidere sulla proposta di fusione con Fiat-Chrysler. Un matrimonio alla pari, sul quale però è prevista l’astensione dei due consiglieri di Nissan. Il cda Renault, che si riunirà nuovamente oggi, “ha deciso di continuare a studiare con interesse” l’opportunità di una fusione con Fca, ha comunicato ieri  la casa francese.

In caso di fumata bianca, il Cda potrebbe a questo punto decidere l’apertura condizionata di negoziati esclusivi con Fca che potrebbe durare mesi. Obiettivo: formare il terzo colosso mondiale nel settore dell’auto nel quadro della fusione “tra eguali”, 50-50, con John Elkann alla presidenza e Jean Dominique Senard, l’attuale presidente di Renault, come a.d..

Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire – che nel week-end ha visto Elkann a Parigi – ritiene che il progetto sia “una reale opportunità per Renault e per l’industria automobilistica francese”. Ma pretende nel contempo una serie di garanzie allo scopo di evitare tagli occupazionali e difendere l’interesse nazionale francese. Un processo che, a suo avviso, come confermato questa mattina richiede tempo.

“Dovremmo prenderci tutto il tempo necessario per assicurarci che le cose vadano bene”, ha detto Le Maire in un’intervista alla BFM TV, in merito ai colloqui  tra i due gruppi.

Secondo indiscrezioni stampa in circolazione nelle ultime ore, riprese dall’ANSA:

“lo Stato francese, principale azionista di Renault (la quota attuale è del 15%), avrebbe accettato un compromesso per occupare una delle quattro poltrone in quota Renault, oltre alle quattro di Fca. Viene inoltre ipotizzato che Renault possa cedere all’esecutivo uno dei suoi due seggi nel comitato nomine. Se confermata, questa configurazione permetterebbe allo Stato francese di dire la sua sulla governance della futura entità”.

Ma al momento, dai principali attori, arriva solo un secco no comment.