Mps, utile in caduta nel primo trimestre pesa sul titolo
Il titolo Mps è in ribasso dell’1,18% a 1,26, virando in territorio negativo dopo la pubblicazione dei risultati relativi al primo trimestre del 2019.
MontePaschi ha chiuso il primo quarto con un utile netto in calo a 28 milioni (a fronte dei 188 milioni del 2018), e ricavi anch’essi in ribasso dell’8,5% a 803 milioni di euro a seguito della flessione delle commissioni nette, del margine di interesse e del risultato netto della negoziazione e delle attività/passività finanziarie.
Per quanto riguarda l’utile, hanno pesato componenti negative non operative e non ricorrenti per 92 milioni, comprensive dei 61 milioni per i contributi al Fondo Sistema.
“Guardiamo ai nostri numeri nel contesto del piano di ristrutturazione. La nostra profittabilità è in linea o leggermente migliore rispetto ai trimestri precedenti”, ha commentato l’ad Marco Morelli.
Il gross Npe ratio (il peso dei crediti deteriorati) è sceso al 16,3% dal 17,3% di fine 2018 e una ulteriore riduzione di 2 punti percentuali “è attesa per fine anno per effetto del piano di riduzione degli UTP attualmente in corso e del perfezionamento della cessione di sofferenze leasing”, sostiene la nota diffusa da Mps.
Breaking news
I prezzi del gas in Europa sono saliti il primo giorno di trading dell’anno a seguito della perdita di una rotta di approvvigionamento chiave e di temperature glaciali nel nord della regione, unitamente a un’interruzione non pianificata in Norvegia.
Tesla ha registrato un calo nelle vendite annuali di veicoli per la prima volta in più di dieci anni, malgrado un record nel quarto trimestre.
Inizia l’anno con un’apertura positiva per Wall Street, con gli indici principali che mostrano guadagni significativi. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq hanno registrato aumenti notevoli grazie a un’economia forte e alla crescita dei titoli tecnologici legati all’intelligenza artificiale.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione hanno registrato un calo significativo, superando le aspettative degli analisti. Il numero di nuove richieste è sceso a 211.000, mentre il dato precedente è stato rivisto a 220.000. Durante la pandemia, le richieste avevano raggiunto un picco di 6,9 milioni. Anche il numero complessivo di beneficiari è diminuito, segnalando un possibile miglioramento del mercato del lavoro.