NEW YORK (WSI) – Clamorose rivelazioni dal Pakistan: la caccia all’uomo più ricercato al mondo si poteva concludere con successo otto anni prima, se solo le autorità pakistane avessero fatto il loro lavoro.
Nel periodo 2002-2003 quando viveva in Pakistan, a Swat Valley, Osama bin Laden rischiava di fare la fine di Al Capone, beccato per una piccolo caso di evasione fiscale.
La mente dietro agli attacchi dell’11 settembre è stato fermato per eccesso di velocità, ma è stato poi lasciato andare dai vigili.
I documenti dell’indagine ufficiale condotta dalle autorità del paese asiatico su come il leader di al-Qaida sia riuscito a vivere quasi dieci anni in Pakistan senza mai essere stato scovato, sono stati ottenuti e diffusi da Al Jazeera.
Secondo la testimonianza di Myriam la moglie di Ibrahim al-Kuwaiti, una delle due guardie del corpo fidate di bin Laden, talvolta i tre si recavano al bazaar del posto.
La donna ha raccontato agli inquirenti che in un’occasione l’auto è stata fermata da un poliziotto per eccesso di velocità, ma che suo marito è stato bravo a “sistemare la questione in fretta”.
Dal resoconto non è chiaro se il vigile sia stato pagato o se invece semplicemente non abbia riconosciuto il famoso passaggero a bordo del veicolo.