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Private banking, clienti sottoassicurati nel ramo danni

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“Il private banking dovrebbe affrontare che rischi legati a gestione famiglia: personali, di salute, legati alla professione”. Così ha esordito oggi Mauro Panebianco, partner di PwC Italia, asset e wealth management leader, alla conferenza di Aipb (Associazione Italiana Private Banking), intitolata “Private protection: l’ultima frontiera del wealth management”. Andrea Ragaini, presidente di Aipb (nella foto sopra), ha spiegato:

“La protezione nel private banking è sempre stata presente, ma focalizzata su protezione finanziaria, grazie alla diversificazione“.

Il settore del resto è passato dai 387 miliardi di euro di masse del 2004 a quasi 1.000 miliardi nel 2022, grazie innanzitutto alla fiducia tra il private banker e il cliente. Vediamo i principali risultati della ricerca.

Private banking e protezione

Secondo i ceo delle aziende del settore intervistati da Aipb, le sfide del settore sono il passaggio generazionale dei private banker e attrarre clienti private giovani, mentre tutelare i patrimoni nel tempo ha un peso solamente del 25%. Aipb invece è convinta che la protezione debba essere in cima all’agenda del private banking per tre ordini di motivi.

Innanzitutto, la ricchezza delle famiglie è preziosa per l’Italia, che è il quarto paese per ricchezza delle famiglie nel mondo e prima per percentuale di ricchezza privata rispetto al Pil a livello G20. Una ricchezza fragile, perché il 26% dei comuni è situato in zone rischiose e il 25% del patrimonio immobiliare è stato costruito prima del 1945 e l’86% prima del 1990; inoltre, la maggioranza delle famiglie è monoreddito e la struttura produttiva è frammentata, piena di pmi.

Inoltre, l’aspettativa di vita è sempre maggiore, così come l’aspettativa di vita alla pensione. In 39 province su 106 ci sono più pensionati che occupati. Il private banking gestisce patrimoni familiari, con un maggiore bisogno di protezione coesistono più generazioni nelle famiglie, ognuna con le sue preoccupazioni. Fino a 44 anni, si punta a mantenere un tenore di vita post pensione e a fornire assistenza a genitori o famigliari. Dai 45 ai 54 anni preoccupano i rischi di prematura scomparsa e di riduzione reddito. Dai 55 ai 64 anni salute e infortuni, tenore di vita post pensione, assistenza ai genitori; dai 65 ai 74 anni salute e infortuni; invalidità. Le stesse che provano gli over 74, unite ai timori di furti e aggressioni.

Infine, la protezione è importante per realizzare progetto di aver dato serenità economica alla famiglia, uno degli obiettivi di vita principali dei clienti del private banking.

Clienti private sottoassicurati

Dario Focarelli, direttore generale di Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), ammette che l’inflazione ha reso più complicato risparmiare: non è un caso che la propensione al risparmio abbia avuto dei picchi nel periodo del Covid, ma ora è scesa al 5,3% del reddito disponibile nel quarto trimestre 2022. E’ in atto un trend positivo di polizze del ramo danni, le cui sottoscrizioni sono salite a fine marzo di 11%. Il ramo RC auto è aumentato di oltre 4% e altri rami danni superavano crescita del 14%.

Stanno crescendo i canali alternativi di distribuzione delle polizze, ossia la bancassicurazione e il canale postale. Ciononostante, l’Italia è ancora sottoassicurata, non nel ramo vita ma nel ramo danni: i premi sono sotto l’1% del Pil in Italia, secondo i dati di Eiopa e Insurance Europe. La differenza è accumulata a causa delle polizze per coprire il rischio incendio e le spese mediche nel nostro paese. Gli italiani spendono 300 euro pro-capite per il ramo danni auto, contro circa il doppio in altri paesi Ue. Secondo i dati di Itinerari Previdenziali del 2020, gli italiani spendono molto nel welfare privato (circa 100 miliardi): 17 miliardi per la previdenza complementare, 40 miliardi per la spesa sanitaria. L’Italia è il paese Ue con maggiore incidenza di risparmi delle famiglie per coprire le spese mediche. Inoltre il nostro paese sconta un protection gap di 4,6 miliardi. Focarelli suggerisce quindi di spendere ex ante e non ex post nella protezione.

Le opportunità delle assicurazioni per il private banking

Federica Bertoncelli, responsabile dell’ufficio studi di Aipb, ha poi discusso una ricerca dell’associazione, che rileva che le famiglie private italiane hanno nella maggioranza dei casi un patrimonio fino a 2 milioni di euro, con il 26% delle decisioni finanziarie in capo a donne (contro 13% di 10 anni fa; il numero è destinato ad aumentare nel tempo). Lo studio indaga la percezione delle protezione di 700 famiglie private. Il 28% di loro non sa se il suo patrimonio personale sia sufficiente a far fronte ai rischi, senza avvertire la necessità di un’assicurazione specifica. L’83% delle famiglie non trasferisce i rischi per imprevisti, per cui c’è un’allocazione subottimale del patrimonio.

Le famiglie private hanno resistenze a parlare di futuro e passaggio generazionale. Solo un intervistato su 4 però si sente ben protetto in termini di copertura attuale. Interpellate sul soggetto con cui vogliono parlare di protezione, il 40% delle famiglie private si rivolgerebbe al suo private banker affiancato da uno specialista e solo il 30% a uno specialista della protezione. L’offerta assicurativa dalla banca ha i vantaggi principali di un’analisi più accurata dei rischi e di un rapporto qualità prezzo più interessante.

Francesco Minelli, senior advisor di PwC Italia, ha infine illustrato i due fattori critici di successo su cui può puntare il private banking: un’analisi dei rischi più accurata, con soluzioni di protezione più coerenti. Le soluzioni offerte ad oggi sono le polizze Tcm (temporanea caso morte), infortuni e key man (ossia assicurazioni stipulate dalle aziende per assicurare il caso di morte dell’amministratore o di altre figure chiave aziendali). Saranno aggiunte in futuro altre polizze Tcm e key man. Le criticità nell’integrazione dell’offerta assicurativa nei servizi private sono il rischio di minare la fiducia del cliente, una bassa cultura assicurativa, una banca senza competenze. Serve pertanto del supporto per facilitare l’adozione delle polizze tra la clientela private.